PROGRAMMA

Un programma e una candidatura “di gruppo”

Il lavoro fatto in questi anni nei quartieri e nel mondo associativo, mi ha insegnato prima di tutto una cosa: i risultati si ottengono insieme, se le idee e l’impegno sono di tutti e di tutte. E allora, questa non è una lista di MIE idee e proposte, così come questa non è la MIA candidatura. Quelle che trovate qui sono alcune, le prime idee e proposte, frutto di un confronto con chi ha già condiviso con me un primo percorso. Ma spero che presto si arricchiranno con altre idee e proposte. Spero con le tue e le vostre.

Partire dai bambini e dalle bambine, dai ragazzi e dalle ragazze.
Nonostante la Sicilia sia campionessa in negativo per qualità della vita e per i servizi per i e le più giovani, continuiamo a non avere una legge quadro per i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, né una legge sulle politiche giovanili. Esistono norme parziali e frammentate, che non garantiscono servizi stabili e continuativi, quasi sempre senza alcuna o con scarsa disponibilità di fondi.
Mettere al centro i diritti dei più giovani, dei nostri figli e delle nostre figlie, vuol dire mettere al centro la costruzione del futuro per tutti e tutte noi. E occorre farlo partendo dalla riscrittura, insieme a chi questi problemi li affronta ogni giorno, di norme regionali che siano finalmente adeguate.

Studio e formazione.
Migliorare il presente per costruire il futuro
La Sicilia non ha una vera legge sul diritto allo studio né una seria politica della formazione professionale: migliaia di studenti e studentesse raggiungono l’idoneità, ma non riescono ad avere alcuna borsa, rendendo lo studio un privilegio e non un diritto, mentre, sul fronte della formazione, fioriscono i corsi che non rispondono alle esigenze né dei giovani né del mondo del lavoro. Una totale riorganizzazione complessiva di questi settori, con risorse adeguate ed un vero collegamento ai bisogni degli studenti, non è più rinviabile per fare di studio e formazione professionale davvero strumenti di crescita e riscatto sociale.

Agenzia per la casa.
Decine di migliaia di famiglie a Palermo e in tutta la Sicilia vivono in emergenza abitativa, cui la Regione non dà risposte negando un diritto fondamentale. Serve un’Agenzia unica della casa, che gestisca al meglio il patrimonio esistente, anche traendone risorse per acquistare nuovi immobili da destinare a chi è in graduatoria, ma anche per garantire manutenzione e qualità di quelli già assegnati.

Costruire il futuro mettendo a frutto le competenze e le professionalità.
Nonostante i tanti fondi statali ed europei disponibili, la Regione e i Comuni hanno enormi difficoltà a progettare in modo adeguato e tempestivo. Per non perdere le occasioni offerte da questi fondi, va stipulato subito, se serve tramite una norma regionale, un accordo quadro con ordini e associazioni professionali, che permetta di coinvolgere le professionalità già esistenti e qualificate, costruendo allo stesso tempo le condizioni perché le amministrazioni locali possano adeguare al più presto i propri organici.

La tutela dell’ambiente e del territorio come risorsa per il futuro.
Ripetiamo sempre che la Sicilia ha un patrimonio ambientale formidabile, ma la Regione fa di tutto per sfregiarlo. Dalla gestione dei rifiuti basata su discariche private alla mortificazione delle aree protette, dall’assenza di prevenzione di incendi e dissesto idrogeologico, è lunga la lista delle occasioni mancate. In questi settori serve un radicale cambio di rotta, mettere al centro la tutela del territorio come elemento indispensabile per una migliore qualità della vita e anche per contribuire al contrasto del cambiamento climatico e alla prevenzione del rischio idrogeologico.

Politiche di genere.
Anche in tema di politiche di genere, la Sicilia sconta una grave arretratezza, nelle istituzioni e nella società dove è grave la carenza di servizi che rendano possibile la conciliazione dei tempi fra lavoro e vita familiare.
Ma superare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne è una scelta strategica per tutta la società, per cui occorre porre al centro il tema della solidarietà e della parità.
Allo stesso tempo, la Regione deve essere più efficace e presente negli interventi di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne, attraverso la partecipazione con un impiego di risorse adeguate al finanziamento di Centri antiviolenza, case rifugio e percorsi di semi autonomia, per consentire alle donne di trovare la propria libertà.
Per queste ragioni va introdotta la doppia preferenza di genere alle elezioni regionali: una politica fatta solo da uomini sarà sempre insufficiente nel rappresentare i bisogni di tutti e tutte.

Servizi e autonomia per le persone con disabilità.
Il tema della disabilità è esemplare del totale disprezzo per i diritti delle persone più fragili da parte della Regione e per la trasformazione del diritto in una inaccettabile “gentile concessione” da parte delle istituzioni.
Dall’assistenza domiciliare ai progetti personalizzati, dai servizi per gli studenti fino al trasporto, di fronte a bisogni che sono costanti e certi, ogni anno si riparte da zero a caccia di fondi e senza alcuna pianificazione. Un approccio serio deve slegare la garanzia dei diritti dalle oscillanti disponibilità del bilancio regionale, coinvolgendo associazioni e famiglie in una programmazione vera e di lungo periodo che metta al centro quanto più possibile i temi dell’autonomia e dell’accessibilità.

E tu che ne pensi?

Come ho detto, questi sono soltanto i primi spunti e appunti per un programma condiviso da portare avanti all’Assemblea Regionale Siciliana. Ma questo è un programma aperto a idee e contributi chiunque voglia accendere la speranza del cambiamento e contribuire alla sua realizzazione.

Aspetto le tue e le vostre idee, perché i risultati si ottengono soltanto insieme.